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Incontrare Mauro Valli significa entrare in un mondo fatto di benzina, lamiera e storie che viaggiano a 100 all’ora. Un mondo dove le auto non sono semplici veicoli, ma vere e proprie estensioni dell’anima. Con VALLIstore, ha saputo trasformare un amore sconfinato per le auto americane in un’attività che è diventata un punto di riferimento per gli appassionati.
Dal suo primo viaggio in America fino all’influenza dei “paninari” milanesi, ogni fase della sua vita è legata a una vettura che ha segnato un’epoca. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per esplorare la sua visione, la sua passione e il futuro (o l’assenza di futuro) delle auto americane in Italia.
Un uomo, un motore e una passione che non conosce limiti, se non quelli che lui stesso decide di darsi.
Come è nata la tua passione per le auto americane? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che volevi dedicarti a questo mondo?
La mia passione per le auto americane è nata un po’ per caso, ma ha radici profonde.
Sono stato in America per la prima volta nel 1979, avevo solo 14 anni, ed è stato subito un colpo di fulmine per quella terra, per i suoi paesaggi immensi e per l’atmosfera di libertà che si respirava. Le auto, inizialmente, non erano il mio primo pensiero. Poi, con il tempo, ho iniziato a notare il loro ruolo centrale nella cultura americana. Non erano solo mezzi di trasporto, ma simboli di un’epoca, di un’idea di viaggio e di un modo di vivere.
Ho capito che ogni auto americana ha una storia da raccontare, che riflette l’evoluzione di un paese. Da lì, ho iniziato a studiare, a documentarmi e a sognare di possederne una.
C’è stato un momento preciso in cui hai capito che volevi dedicarti a questo mondo?
È stato durante il periodo dei paninari a Milano.
Eravamo in un’epoca in cui la cultura americana era onnipresente e la nostra generazione era affascinata da ogni suo aspetto. I paninari non erano solo un modo di vestire, ma un vero e proprio stile di vita. Le musiche, i film e, ovviamente, le auto. Non era più solo un’immagine lontana che avevamo visto in TV, ma un simbolo di libertà, ribellione e di un mondo che ci sembrava incredibilmente affascinante.
È stato in quel periodo che ho iniziato a guardare le auto americane non solo come semplici veicoli, ma come vere e proprie opere d’arte su ruote. Ogni modello, ogni linea, ogni dettaglio mi raccontava una storia e mi faceva sognare di viaggiare on the road. Da lì, ho capito che non volevo solo ammirarle, ma viverle in prima persona.
Qual è il tuo primo ricordo legato a una vettura americana?
Una Jeep Golden eagle con targa inglese comprata lavorando anche di notte.
Come hai fatto a trasformare questa passione in un’attività imprenditoriale come VALLIstore?
A dire il vero, raccontare come ho trasformato questa passione in un’attività come VALLIstore richiederebbe un’eternità. Se dovessi individuare il punto di partenza, il filo conduttore che ha unito ogni scelta e ogni sacrificio, direi che è stata proprio la passione.
Quali sono le caratteristiche che rendono le tue auto “uniche”
La selezione di sole auto speciali, le nostre customizzazioni
Cosa vuol dire “Valliizzato”
Il termine “valliizzato” è un aggettivo che i miei amici e clienti hanno coniato per le auto che prepariamo. L’ho “ereditato” direttamente dai miei canali social, dove ha iniziato a indicare le modifiche e le personalizzazioni realizzate nel nostro garage.
In parole semplici: un’auto “valliizzata” è un’auto che abbiamo progettato, modificato e personalizzato con le nostre mani e le nostre idee. Non è solo un’auto preparata, ma il risultato del nostro lavoro e della nostra visione.
Che tipo di cliente avete: appassionati, collezionisti, chi cerca un’auto per lo stile, oppure anche investitori?
Per ordine: 80% appassionati 3% collezionisti 16% per stile, 1% investitori
Come vedi il futuro delle auto americane in Italia con la transizione verso elettrico / ibrido / normative più rigide sulle emissioni?
Il mio approccio è molto chiaro: mi fermo al presente. Non mi interessa cosa succederà, sarò un semplice spettatore di ciò che il futuro riserva.
La mia passione e il lavoro di VALLIstore si concentrano sulle auto che hanno fatto la storia: quelle del passato remoto, del passato prossimo e del presente, escludendo il mondo elettrico e digitale. La mia azienda non entrerà in questo nuovo mercato automotive.
Ci sono progetti particolari che vorresti realizzare nei prossimi anni per VALLIstore?
Per il futuro di VALLIstore, il mio obiettivo principale non è la quantità, ma la qualità. L’idea è quella di selezionare attentamente i progetti e i clienti, così da avere più tempo libero da dedicare a me stesso e a creazioni davvero speciali. La mia priorità è concentrarmi solo sui progetti che mi appassionano veramente.
Se potessi importare un modello oggi che non è presente in Europa, quale sceglieresti e perché?
Se dovessi scegliere un’auto da importare oggi, la risposta non sarebbe semplice e, a dirla tutta, probabilmente non ne sceglierei nessuna. Non c’è nulla sul mercato che mi entusiasmi a tal punto da meritare l’importazione per un pubblico ampio.
La mia attività non si basa sul mero profitto. L’importazione e la vendita devono avere una forte componente emotiva, sia per me che per il cliente. Se questa connessione non c’è, preferisco semplicemente non fare affari.
Quest’anno sarai presente al nostro Festival con una sorpresa. Possiamo anticipare qualcosa?
Posso dirvi che porterò tanti amici ma non voglio spoilerare nulla!