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La Top Chef Cinzia Fumagalli nella giuria del Country’s Got Talent

Cinzia Fumagalli è un volto conosciuto non solo a Lecco dove gestisce il suo bistrot Frida ma anche al grande pubblico per la sua partecipazione a La Prova del Cuoco. Nel 2018 inoltre è stata proclamata vincitrice della  Top Chef Cup.

Com’è cambiata la tua vita professionale dopo l’esperienza televisiva a La Prova del Cuoco?

La partecipazione alla trasmissione La Prova del Cuoco è stata un’esperienza bellissima e molto divertente. Purtroppo subito dopo è arrivato il Covid e molti dei nuovi progetti che avevo in cantiere hanno subito uno stop forzato. È un ricordo che porterò sempre nel mio cuore.

Come nasce la passione per la cucina?

Inizialmente, la mia intenzione era di frequentare il liceo artistico a Bergamo. Tuttavia, i miei genitori non erano entusiasti di questa scelta, principalmente a causa della distanza. Temevano che fossi troppo giovane per affrontare il tragitto in treno ogni giorno. Ho quindi deciso di cambiare direzione, optando per una scuola di cucina che, pur essendo diversa, ritengo sia comunque una forma d’arte. Ironia della sorte, sono finita ancora più lontano, a Ponte di Legno, a 160 km da casa, ma non mi sono mai pentita di questa decisione.

Qual è la tua filosofia culinaria?

La mia cucina è un mix di culture, che mi piace chiamare “Confusion”. I miei viaggi in giro per il mondo mi hanno dato la possibilità di provare di tutto. Per questo, nei miei piatti mescolo sapori e colori, creando un’esperienza culinaria unica che soddisfa anche i gusti più difficili.

Quali consigli daresti a un giovane chef che sogna di farsi strada nel mondo della cucina?

Difficile a dirsi. Questo è un lavoro difficile. La passione è il vero motore, senza la quale non si arriva da nessuna parte.

Il mestiere del cuoco, quello autentico, è molto diverso da come viene rappresentato sui social media o in TV. È una professione fatta di sacrifici. I giovani devono essere consapevoli che si lavora sodo mentre gli altri si divertono.

Si parla spesso di Gender Gap anche  nel settore della ristorazione. Cosa ne pensi, Qual’è la tua esperienza personale? 

Sono entrata nel mondo della cucina in un’epoca in cui le donne erano una rarità. Oggi, per fortuna, la situazione è migliorata. Ricordo che, al tempo della scuola alberghiera, ero l’unica donna su venticinque studenti. Oggi, tuttavia, credo che la vera fragilità non abbia genere, ma colpisca i giovani in generale. La gavetta, purtroppo, sembra essere un concetto dimenticato, anche se, se fatta nel modo giusto, rimane un elemento essenziale per la crescita professionale in alcuni settori.

Sei stata anche insegnante al Cfpa di Casargo. Che approccio avevi con gli studenti?

Il rapporto con i miei studenti è stata una delle esperienze più significative della mia vita. Mi trovo particolarmente a mio agio con gli adolescenti, con i quali ho sempre instaurato un rapporto di reciproco rispetto. In questo periodo storico, caratterizzato da una diffusa fragilità tra i giovani, noto una forte necessità di avere regole e punti di riferimento. Ancora oggi mi vengono a trovare nel mio locale e mi chiamano quando hanno bisogno di un consiglio o anche solo per confrontarsi su qualche ricetta. Oggi Cinzia tiene un corso di pasticceria all’ENAIP di Lecco (Ndr).

Parliamo del Festival. Quest’anno sarai parte della giuria del Country’s Got Talent. Cosa ti aspetti?

Sono sicura che mi divertirò, ma spero anche di stupirmi! Adoro il ballo country, ma in realtà amo ballare in generale. Non vedo l’ora di scoprire nuovi talenti e di rimanere a bocca aperta.

Qual’è il piatto che secondo te rappresenta al meglio il Far West? 

Uno su tutti: riso e fagioli.

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